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Rosario Catania, nasce a Catania nel 1972 e vive alle pendici dell’ Etna in provincia di Catania. La prima esperienza no-stop è stata la scalata del vulcano Etna, dal mare ai crateri sommitali, percorrendo in notturna 40 km con dislivello di 3000 metri, in 8 ore; successivamente ha allungato il numero di ore su un percorso ad anello chiuso dentro l’autodromo di Pergusa, su asfalto, la prima endurance 24h percorrendo 90km, poi ripetuta su pista sintetica a Catania, portando i km a 111; poi una tappa intermedia in quota con i 40 km dell’impegnativa pista altomontana dell’ Etna in 6h; a Marzo 2013 raggiunge il limite di 36h no-stop, coprendo una distanza pari a 150 km ; il giorno di Pasqua 2013, ha crocoscalato l’Etna da 420 a 2920 metri andata e ritorno in 12h di camminata effettiva; a maggio 2013, ha camminato ininterrottamente su pista di atletica leggera, migliorando il record a 215 Km in 48h; a fine agosto a celebrato il riconoscimento dell’ Etna a patrimonio dell’umanita’, percorrendo un periplo nostop in 24 ore, per 67 km in quota altomontana; ultima avventura a novembre sul litorale playa di Catania, con I sui 50 km percorsi faticosamente sulla sabbia.

venerdì 20 maggio 2011

Fotovoltaico: i nuovi pannelli cattura infrarossi

Fotovoltaico: i nuovi pannelli cattura infrarossi fanno miracoli.Gli scienziati della Rice University hanno sviluppato nuovi pannelli solari in grado di catturare gli infrarossi e trasformarli in energia elettrica.

Secondo le ultime ricerche dell’Ipcc (il panel di scienziati internazionali - Intergovernmental panel on climate change), quasi l’80% dell’approvvigionamento energetico mondiale potrebbe essere coperto da fonti rinnovabili entro il 2050 «se queste venissero sostenute da politiche pubbliche corrette».
Ciò comporterebbe un risparmio cumulativo di gas serra che si stima tra i 220 e le 560 miliardi di tonnellate di CO2 tra il 2010 e il 2050. Un dato che si tradurrebbe in un netto miglioramento della qualità dell’aria e nella possibilità di contenere l’aumento della temperatura media globale entro i due gradi (obiettivo sottoscritto nel vertice mondiale di Cancun).
Tutto questo non dipende solo dal supporto della politica, ma anche dallo sviluppo della tecnologia. Pannelli più efficienti, infatti, permetterebbero di aumentare di molto le prestazioni e i risultati raggiungibili attraverso il fotovoltaico.
Un gruppo di ricercatori della Rice University ha superato uno degli ostacoli che da sempre hanno penalizzato le performance dei pannelli al silicio, riuscendo a sfruttare la luce infrarossa.
«Il trucchetto - spiega Ezio Puppin, presidente del Consorzio Interuniversitario Scienze Fisiche della materia al notiziario Climascienza – sta nell’utilizzare particelle metalliche piccole che permettono di sfruttare un meccanismo complicato che si basa sui cosiddetti “plasmoni di superficie”».
Tutto dipende da speciali nanoantenne capaci di catturare la luce in tutte le lunghezze d’onda e successivamente di trasformarla in energia elettrica. L’importanza di questa scoperta sta nel fatto che gli infrarossi costituiscono più di un terzo della luce che raggiunge il nostro Pianeta dal Sole e che prima, con il silicio, non si poteva utilizzare.
Tra l’altro, come si legge su Wired, il dispositivo svolge anche il lavoro di un’antenna ottica, raccogliendo e concentrando la luce, e di un fotodiodo, una sorta di sensore in grado di convertire la luce in una corrente di elettroni.
«Finora non c’è mai stato un metodo per catturare gli infrarossi con il silicio, ma noi abbiamo dimostrato che è possibile - ha spiegato Naomi Halas, scienziata che ha coordinato lo studio -. Ora non vediamo l'ora di vedere quanto questo aumenterà l’efficienza dei pannelli solari».

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