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Rosario Catania, nasce a Catania nel 1972 e vive alle pendici dell’ Etna in provincia di Catania. La prima esperienza no-stop è stata la scalata del vulcano Etna, dal mare ai crateri sommitali, percorrendo in notturna 40 km con dislivello di 3000 metri, in 8 ore; successivamente ha allungato il numero di ore su un percorso ad anello chiuso dentro l’autodromo di Pergusa, su asfalto, la prima endurance 24h percorrendo 90km, poi ripetuta su pista sintetica a Catania, portando i km a 111; poi una tappa intermedia in quota con i 40 km dell’impegnativa pista altomontana dell’ Etna in 6h; a Marzo 2013 raggiunge il limite di 36h no-stop, coprendo una distanza pari a 150 km ; il giorno di Pasqua 2013, ha crocoscalato l’Etna da 420 a 2920 metri andata e ritorno in 12h di camminata effettiva; a maggio 2013, ha camminato ininterrottamente su pista di atletica leggera, migliorando il record a 215 Km in 48h; a fine agosto a celebrato il riconoscimento dell’ Etna a patrimonio dell’umanita’, percorrendo un periplo nostop in 24 ore, per 67 km in quota altomontana; ultima avventura a novembre sul litorale playa di Catania, con I sui 50 km percorsi faticosamente sulla sabbia.

venerdì 2 settembre 2011

Mons Gibel 2011 per ADMO

Cari amici, la 1a edizione del Mons Gibel 2011 si è conclusa domenica 28 agosto 2011,
con la cerimonia di chiusura e premiazione, ospiti della magnifica manifestazione Etna Glamour del programma Stelle & Lapilli 2011 di Nicolosi, davanti migliaia di persone.

Il Mons Gibel è stata un' esperienza indimenticabile per tanti motivi, per il tema sociale che si è trattato (con ADMO sensibilizzando i giovani alla donazione del midollo osseo), per la sinergia trovata nelle varie istituzioni, per la collaborazione in team dei membri del Guya Trekking, per tutti gli amici che ci hanno accompagnato lungo il cammino faticoso di queste tappe, per la preziosissima disponibilità di sponsor privati.

A Catania lungo la prima tappa abbiamo trovato tanti amici ad accompagnarci dal Porto al Parco del Toscano, in una visita guidata altamente professionale, che ci ha spiegato la storia di questa tormentata e meravigliosa città.
Poi il prezioso convegno ADMO, al Parco del Toscano, una location degna dell' etichetta di giardino d'Italia.

Dal giorno successivo un lungo cammino altomontano, percorrendo mediamente tra 26 e 30 km al giorno con dislivelli che in alcuni casi hanno superato i 1000 metri, abbiamo affrontato il sole, l' afa, l'asfalto, la polvere, la roccia vulcanica, l' arido deserto vulcanico.
Ma la Natura ci ha deliziato di visioni magiche con immense colate laviche, fratture eruttive, vulcani spenti ed attivi, torrenti oggi aridi un tempo levigati dal passaggio d'acqua, strapiombi, trombe d'aria, fumarole, pietre cannone; e poi ginestre, querceti, frutteti, pinete, boschi di betulla; e ancora rapaci, volpi, maiali, cani a seguito, dall' alba al tramonto.

Emozionante arrivare ai rifugi, con il buio, torcia frontale, risalendo sentieri boschivi, e giunti stanchi, non riuscivamo a dormire, per la voglia di stare insieme, di fare gruppo, e dopo una breve osservazione del cielo notturno altomontano, tra meteore, costellazioni, romanticismo e fantasia, prendevano posto racconti, poesie e barzellette di ogni tipo.

La mattina sveglia alle 5-6 per riguardare il cielo, avvolti nel sacco a pelo, e prepararsi alla partenza di una nuova faticosa tappa, passo dopo passo, ognuno con i propri piedi, con il proprio tempo, con la propria forza.

Tutto questo, non solo per lo svago, ma per dare un senso alla nostra VITA, per ricordarci di quanta essa sia preziosa, per riprenderci il tempo che ci sfugge, per onorarla ricordandoci di chi soffre e non può godersela, per ritrovare nell'amicizia la serenità desiderata, per ritrovare nel gruppo un'antico principio che ci accomuna e che ci contraddistingue: l' "Associazione"; di idee, di pensieri, di pareri, di opinioni, di persone fondamentalmente diverse, di luoghi e culture diversi, ma con elementi in comune, come la voglia di "confronto e comunione".

Grazie ad ADMO per l' onore e la responsabilità di una "mission" così preziosa; a quanti ci hanno sostenuto, dalle istituzioni ai privati, con vestiario, acqua, snack, sussidi, e informazione giornalistica; ai "marinai" che ci hanno dato la carica; ai "forestali" angeli custodi del nostro cammino, sempre al nostro fianco; ai "demaniali" che ci hanno dato riparo e ristorazione. Tutte splendide persone, che quotidianamente operano nel nostro territorio per il bene della comunità e per tutelare questi ambienti unici del nostro vulcano e della nostra provincia.

Grazie a ciascuno di NOI per il proprio supporto, la fiducia reciproca, la compagnia.

Un saluto ed un infinito abbraccio di cuore a TUTTI VOI ed in particolare ai miei amici di team, Daniele, Eleonora, Giuseppe, Manfredi.

Rosario Catania.

Etnaworld Portale Natura.

sito ufficiale : http://www.monsgibel.it/


http://www.monsgibel.it/

lunedì 4 luglio 2011

IL PRESIDENTE CASTIGLIONE NOMINATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI SOGGETTO ATTUATORE PER IL CENTRO DI MINEO

IL PRESIDENTE CASTIGLIONE NOMINATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI SOGGETTO ATTUATORE PER IL CENTRO DI MINEO
Ruolo di primo piano alla Provincia di Catania per la gestione del centro C.A.R.A. di Mineo. La presidenza del Consiglio dei Ministri ha nominato il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, Soggetto attuatore per la gestione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo, che finora era stato temporaneamente affidato alla Croce Rossa Italiana.
Un riconoscimento al ruolo che la Provincia di Catania ha recentemente svolto nel fronteggiare l’emergenza umanitaria, in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini provenienti dal Nord Africa, acuito a causa dei conflitti in corso nel territorio libico e dell’evoluzione degli assetti politico-sociali  degli altri Paesi della fascia Maghreb. «Ringrazio il prefetto Franco Gabrielli per la fiducia e la stima accordatemi – ha dichiarato il presidente Castiglione –. Quale soggetto attuatore dovrò individuare, adeguare, allestire o realizzare, con procedura d’urgenza, le strutture per il ricovero e l’accoglienza dei migranti e profughi, avvalendomi anche della collaborazione del prefetto e delle Forze dell’Ordine. Innanzitutto – prosegue il presidente – cercheremo di favorire l’accelerazione delle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato. Da subito organizzeremo una struttura tecnica di supporto che possa coadiuvare l’Ente provincia e nei prossimi giorni coinvolgeremo i sindaci del Calatino per rilanciare il “Patto per la Sicurezza”. L’obiettivo – spiega Castiglione – è quello di far decollare il “Villaggio della solidarietà” immaginato dal presidente Berlusconi e dal Ministro Maroni e di farne un centro d’eccellenza europeo, sotto il profilo della qualità dei servizi. Occorre, infatti,  potenziare i servizi di trasporto urbano da e per i centri abitati e, soprattutto, le attività di integrazione, mediazione linguistica e formazione per gli extracomunitari ospitati. Ora che si sta uscendo dalla fase dell’emergenza – conclude il presidente Castiglione – bisogna affrontare il tema inviolabile della dignità della persona».
Catania 4 luglio 2011

sabato 4 giugno 2011

I referendum del 12-13 giugno 2011: note informative di Mariachiara Alberton


 
Le invio per il suo blog la nota informativa che ho scritto:

e anche un video ben fatto che spiega i quesiti sull'acqua:


Cordiali saluti,
M.A.

Bolzano, 2 maggio 2011

I referendum del 12-13 giugno 2011: note informative

di Mariachiara Alberton,
Ricercatrice EURAC, Istituto per lo Studio del Federalismo e del Regionalismo

Il referendum abrogativo è uno strumento di esercizio della sovranità popolare ed è uno strumento
di democrazia diretta perchè permette agli elettori di esprimere direttamente il proprio volere su un
tema specifico.

Per poter esprimere un giudizio quanto più consapevole possibile sui temi oggetto di referendum
abrogativo è necessaria un’adeguata informazione.

A questo scopo sono state scritte le righe che seguono.

Il 12 e il 13 giugno gli elettori sono chiamati ad esprimersi sui seguenti quattro quesiti
referendari:

1) Abrogazione di norma sulle Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di
rilevanza economica.

2) Abrogazione parziale di norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato
in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

3) Abrogazione parziale di norme sulle Nuove centrali per la produzione di energia nucleare.

4) Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento
del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale
risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

1) Con il quesito n. 1 si chiede la cancellazione (abrogazione) dell’articolo 23-bis della legge 133
del 2008, come modificato in particolare dalla legge 166/2009, nota come “decreto Ronchi”, sulla
modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Il quesito riguarda i servizi pubblici locali di rilevanza economica (acqua, rifiuti, trasporti locali), ad
eccezione dei settori esclusi (distribuzione di gas naturale ed energia elettrica; gestione delle
farmacie comunali; trasporto ferroviario regionale).
Tra i servizi pubblici locali di rilevanza economica c’è dunque il servizio idrico integrato oggetto
della campagna referendaria. Esso è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione,
adduzione e distribuzione di acqua per usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue.
Per capire meglio la portata del quesito referendario n. 1 occorre ricordare che il servizio idrico
locale è stato di recente interessato da due riforme:

I) La prima riforma, introdotta dalla legge n. 166/2009 (di conversione del D.L. n. 135/2009,
cosiddetto “Decreto Ronchi”), ha riguardato le modalità di conferimento della gestione dei servizi
pubblici locali, tra i quali quelli idrici. Non riguarda quindi la privatizzazione delle risorse idriche e
delle infrastrutture idriche che rimangono di proprietà pubblica.
La legge 166/2009 ha modificato l’art. 23 bis della legge 133 del 2008. Nella nuova formulazione
l’art. 23 bis distingue tra forme di affidamento “in via ordinaria” ed “in deroga”. Le modalità di
affidamento in via ordinaria sono: a) in favore di imprenditori o di società in qualunque forma
costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica (ovvero tramite gara);
b) in favore di società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del
socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica (ovvero tramite gara), le quali
abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione di specifici compiti operativi
connessi alla gestione del servizio e che al socio privato sia attribuita una partecipazione non
inferiore al 40 per cento.
Sono affidamenti in deroga, dunque eccezionali e giustificati sulla base di “situazioni eccezionali
che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del
contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace ed utile ricorso al mercato”e
sottoposte ad autorizzazione da parte dell’Autorità garante del mercato: c) quelli a società a capitale
interamente pubblico, partecipata dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento
comunitario per la gestione in house.
Viene poi previsto anche un regime transitorio per i servizi pubblici locali di rilevanza economica a
seconda che si tratti di affidamento in house, di affidamenti a società miste e di affidamenti a
società a partecipazione pubblica quotate in borsa.
L’art. 23 bis riduce drasticamente, dunque, le ipotesi di affidamento diretto e, in particolare, quelle
di gestione in house che sono attualmente quelle prevalenti in Italia, imponendo invece
l’affidamento a gara e l’ingresso del socio privato (mediante gara) nelle società pubbliche. Si
ricorda, peraltro, che la sentenza n. 325 del 2010 della Corte Costituzionale ha affermato che
l’affidamento in house del servizio idrico integrato, come di altri servizi pubblici a rilevanza
economica, è invece compatibile con l’ordinamento europeo.
Il fine del quesito n. 1 è di escludere l’applicazione dell’articolo 23-bis (come risultante dalle
modifiche della L. 166/2009), che limita, rispetto al diritto comunitario, le ipotesi di affidamento
diretto e, in particolare, quelle di gestione in house dei servizi pubblici locali di rilevanza
economica (acqua, rifiuti, trasporti locali).

II) La seconda riforma riguardante i servizi idrici è stata introdotta dalla legge n. 42/2010 che ha
previsto la soppressione, poi prorogata al dicembre 2011, delle autorità d’ambito (cioè quei soggetti
pubblici costituiti tramite convenzioni o consorzi di comuni che hanno il compito di organizzare,
affidare e controllare la gestione del servizio) e contemporaneamente l’identificazione di nuovi
soggetti cui demandare l’organizzazione e il controllo della gestione del servizio idrico locale. Le
Regioni, in assenza di ulteriori indicazioni normative, sono quindi libere di decidere l’assegnazione
delle funzioni a Province o comuni oppure a enti posti a livello regionale, o di studiare altre opzioni.
Da un lato, quindi, si accelerano processi di privatizzazione della gestione dei servizi (Riforma I:
riguardante i soggetti gestori), e dall’altro si eliminano gli attuali enti preposti alla vigilanza,
regolazione e controllo, e all’affidamento del servizio, lasciando alle Regioni il compito di
identificare i nuovi soggetti e le loro funzioni (Riforma II: riguardante i soggetti
regolatori/controllori).

In caso di esito positivo del referendum (quesito n. 1), verrebbe cancellato l’articolo 23-bis della
legge 133 del 2008, come successivamente modificato, e si applicherebbe immediatamente
nell’ordinamento italiano la normativa comunitaria (meno restrittiva rispetto a quella oggetto del
referendum) relativa alle regole concorrenziali minime in tema di gara ad evidenza pubblica per
l’affidamento della gestione di servizi pubblici locali di rilevanza economica.



2) Con il quesito n. 2 si chiede la cancellazione (abrogazione) di un’inciso del comma 1
dell’articolo 154 del decreto legge 152 del 2006 che riguarda la determinazione delle tariffe del
servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.
Il comma citato attualmente in vigore stabilisce che “la tariffa del servizio idrico integrato è
determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli
adeguamenti necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dell’adeguatezza della
remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una
quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità d’ambito, in modo che sia assicurata la
copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi
e secondo il principio “chi inquina paga”. Tutte le quote citate della tariffa del servizio idrico
integrato hanno natura di corrispettivo”.
A questo proposito, la Corte Costituzionale ha precisato nella sentenza n. 26 del 26 gennaio 2011
che il servizio idrico integrato è un servizio a rilevanza economica, cioè deve essere svolto con
metodo economico, ovvero secondo il principio della copertura dei costi mediante i ricavi.
Essenziale, quindi, secondo questa interpretazione è la sola copertura dei costi. Pertanto, secondo la
Corte Costituzionale, il carattere remunerativo della tariffa, ovvero la remunerazione del capitale
investito, non può essere definito elemento caratterizzante la nozione di «rilevanza» economica del
servizio idrico integrato.

In caso di esito positivo del referendum (quesito n. 2), verrebbe cancellata la parte
“dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito” dell’art. 154 del Decreto Legislativo
n. 152/2006, così escludendo che la tariffa sia calcolata anche tenendo conto del profitto del
gestore. Rimarrebbe fermo solo il principio della copertura dei costi di investimento e di esercizio,
rendendo estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua.



3) Con il quesito n. 3 si chiede la cancellazione (abrogazione) delle norme che permettono la
realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare.
La sorte di questo quesito è per ora sospesa, dal momento che il Senato ha approvato in data 20
aprile 2011 l’inserimento in un decreto-legge, cosiddetto “decreto omnibus”, di un emendamento
col quale verrebbero abrogate tutte le norme oggetto del quesito referendario e farebbe quindi venir
meno i presupposti del quesito stesso, ma anche su questo per ora non c’è chiarezza
(L’emendamento recita: “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto
dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto
dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione
europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione
ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”). Dopo
l’approvazione del Senato, spetta ora alla Camera approvare a sua volta l’emendamento inserito nel
decreto, che dovrà poi essere promulgato dal Presidente della Repubblica. Dopo la pubblicazione
sulla Gazzetta ufficiale, si dovrà esprimere la Corte di Cassazione per esaminare le novità e
decidere in merito al quesito referendario sul nucleare. L’ufficio centrale per i referendum presso la
Corte di Cassazione potrebbe anche infine investire della questione la Corte Costituzionale.
Dunque, per il momento, il quesito referendario sul nucleare resta ancora valido e dipenderà dalla
Corte di Cassazione (ed in ultima eventuale istanza dalla Corte Costituzionale) deciderne il destino.



4) Con il quesito n. 4 si chiede di cancellare (abrogare) la legge n. 51 del 7 aprile 2010
“Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”. Tale legge, costituita da un
solo articolo, prevede per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri che l’esercizio
delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti (cioè tutte le attività istituzionali), nonchè di
ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di Governo, costituisce legittimo impedimento a
comparire nelle udienze dei procedimenti penali in cui sono imputati. I giudici in base a questa
legge sono obbligati ad accettare la richiesta di legittimo impedimento e rinviare il processo ad altra
udienza. L’impedimento si applica anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado.
La sorte di questo quesito era rimasta sospesa per la sentenza della Corte Costituzionale n. 23 del 13
gennaio 2011. La Corte Costituzionale pronunciandosi sulla legittimità costituzionale della legge n.
51 del 7 aprile 2010, aveva infatti dichiarato, per violazione degli artt. 3 («tutti i cittadini hanno pari
dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, ...») e 138 (che prevede una procedura rafforzata
per l’approvazione delle revisioni costituzionali) della Costituzione, l’illegittimità dell’art. 1,
comma 4, della legge n. 51/2010 relativo all’ipotesi di impedimento continuativo e attestato dalla
Presidenza del Consiglio dei ministri, e l’illegittimità dell’art. 1, comma 3, nella parte in cui non
prevede che il giudice valuti in concreto l’impedimento addotto.
A seguito della sentenza della Corte Costituzionale, l’Ufficio Centrale per il referendum presso la
Corte di Cassazione ha stabilito, con ordinanza del l febbraio 2011, che il referendum sul legittimo
impedimento debba esser comunque effettuato e il quesito referendario riformulato tenendo
presente quanto deciso dalla Corte Costituzionale, ovvero l’illegittimità costituzionale di alcune
norme e l’interpretazione di altre norme della legge 7 aprile 2010, n. 51.
In caso di esito positivo del referendum, verrebbero quindi cancellate le norme della Legge n.
51 del 7 aprile 2010 che non sono state ritenute illegittime dalla sentenza n. 23/2011 della Corte Costituzionale.

venerdì 3 giugno 2011

La provincia Regionale di Catania - Amministrazione Castiglione

On. Giuseppe Castiglione
Proclamato presidente della Provincia regionale di Catania il 18 giugno 2008.

Incarichi di prestigio

Presidente della Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi (CEPLI)

Presidente Unione delle Province d'Italia (UPI)

Vice Presidente di Mecenate 90, associazione senza scopo di lucro presieduta da Alain Elkann
(il presidente onorario è Gianni Letta), che dal 1989 favorisce la collaborazione tra soggetti pubblici e privati nella valorizzazione dei beni culturali e nella promozione del turismo culturale.

European Confederation of Local Intermediate Authorities (CEPLI) )- http://www.cepli.eu/

Questa confederazione costituisce un momento fondamentale e il primo esempio di rete europea
di questa natura e si basa su ambizioni collettive forti:

-         rappresentare le Province e i poteri locali intermedi a livello europeo;
-         federare questi poteri locali per uno scambio permanente di buone pratiche
e politiche locali sperimentali;
-         rafforzare la loro partecipazione nei programmi europei, come nella politica di coesione
e nella nuova politica di cooperazione territoriale;
-         creare un dialogo diretto, a livello europeo, con le istituzioni responsabili dei programmi
e delle politiche territoriali, ma anche con le altre associazioni
e le ONG europee che raggruppano i poteri locali;

L'Unione delle Province d'Italia (Upi) - www.upinet.it

E' l'Associazione che rappresenta tutte le Province italiane,
escluse le Province autonome di Trento, Bolzano e Aosta.

Svolge compiti di valorizzazione, promozione, supporto tecnico e politico in favore delle associate  e promuove la tutela delle istanze locali presso il Governo e il Parlamento,
per promuovere la realizzazione di un ordinamento amministrativo che valorizzi le Province come enti esponenziali delle popolazioni residenti nell'ambito delle rispettive circoscrizioni territoriali.

L'Upi è parte della Conferenza Unificata e della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali
e rappresenta le Province presso il Parlamento, il Governo, gli organismi comunitari e,
d'intesa con le Unioni regionali interessate, nei confronti delle Regioni;
cura le attività di collegamento con altri organismi rappresentativi degli enti locali. 

Associazione senza scopo di lucro, Mecenate 90 - http://www.mecenate90.it

Associazione senza scopo di lucro, Mecenate 90 dal 1990 svolge attività di
consulenza e di assistenza tecnica nei settori della valorizzazione
e gestione dei beni culturali e dello sviluppo turistico locale.

La sua mission è quella di offrire servizi alla Pubblica Amministrazione

per favorire processi di innovazione organizzativa e gestionale, di partenariato pubblico-privato, di sviluppo locale partecipato.

Tutti questi riconoscimenti e titoli, testimoniano finalmente un successo politico, che ha visto questo Presidente e oggi questa Amministrazione mirare alla realizzazione di progetti importanti, che vanno dalla cultura allo sviluppo del territorio, salvaguardando tutti gli aspetti ad essi legati.

Non possiamo che augurare Buon Lavoro a tutta l'amministrazione provinciale di Catania, sperando che nessun aspetto importante di questo territorio venga trascurato,  compreso lo sviluppo sociale, la tutela ambientale, e la sicurezza.








venerdì 20 maggio 2011

Fotovoltaico: i nuovi pannelli cattura infrarossi

Fotovoltaico: i nuovi pannelli cattura infrarossi fanno miracoli.Gli scienziati della Rice University hanno sviluppato nuovi pannelli solari in grado di catturare gli infrarossi e trasformarli in energia elettrica.

Secondo le ultime ricerche dell’Ipcc (il panel di scienziati internazionali - Intergovernmental panel on climate change), quasi l’80% dell’approvvigionamento energetico mondiale potrebbe essere coperto da fonti rinnovabili entro il 2050 «se queste venissero sostenute da politiche pubbliche corrette».
Ciò comporterebbe un risparmio cumulativo di gas serra che si stima tra i 220 e le 560 miliardi di tonnellate di CO2 tra il 2010 e il 2050. Un dato che si tradurrebbe in un netto miglioramento della qualità dell’aria e nella possibilità di contenere l’aumento della temperatura media globale entro i due gradi (obiettivo sottoscritto nel vertice mondiale di Cancun).
Tutto questo non dipende solo dal supporto della politica, ma anche dallo sviluppo della tecnologia. Pannelli più efficienti, infatti, permetterebbero di aumentare di molto le prestazioni e i risultati raggiungibili attraverso il fotovoltaico.
Un gruppo di ricercatori della Rice University ha superato uno degli ostacoli che da sempre hanno penalizzato le performance dei pannelli al silicio, riuscendo a sfruttare la luce infrarossa.
«Il trucchetto - spiega Ezio Puppin, presidente del Consorzio Interuniversitario Scienze Fisiche della materia al notiziario Climascienza – sta nell’utilizzare particelle metalliche piccole che permettono di sfruttare un meccanismo complicato che si basa sui cosiddetti “plasmoni di superficie”».
Tutto dipende da speciali nanoantenne capaci di catturare la luce in tutte le lunghezze d’onda e successivamente di trasformarla in energia elettrica. L’importanza di questa scoperta sta nel fatto che gli infrarossi costituiscono più di un terzo della luce che raggiunge il nostro Pianeta dal Sole e che prima, con il silicio, non si poteva utilizzare.
Tra l’altro, come si legge su Wired, il dispositivo svolge anche il lavoro di un’antenna ottica, raccogliendo e concentrando la luce, e di un fotodiodo, una sorta di sensore in grado di convertire la luce in una corrente di elettroni.
«Finora non c’è mai stato un metodo per catturare gli infrarossi con il silicio, ma noi abbiamo dimostrato che è possibile - ha spiegato Naomi Halas, scienziata che ha coordinato lo studio -. Ora non vediamo l'ora di vedere quanto questo aumenterà l’efficienza dei pannelli solari».

sabato 30 aprile 2011

Buon 1° maggio da Etnaworld-blog



IL LAVORO.

Oggi festeggiamo la festa del lavoratore.
Tra una salsiccia e l'altra ricordiamoci anche di quanti l'hanno perduto , lo stanno perdendo o non l'hanno mai avuto.
Di chi vi ha perso la vita, o l'ha persa nel darlo!
Di chi lo vive con sofferenza....
A tutti quanti Noi, serva da mònito per tutte quelle volte in cui abbiamo la voglia di farlo con leggerezza.
Orgoglio di andare e voglia di ritornare.
Riconoscenza e Sicurezza.
Un nostro diritto averlo, un nostro dovere proteggerlo.
Con affetto .
Buon 1° maggio a Tutti Voi.

Rosario Catania

mercoledì 27 aprile 2011

REFERENDUM 2011 - Nucleare, La posizione di ADT, La tua opinione


Gli Amici della Terra chiedono ai cittadini di andare a votare il 12 e 13 giugno e di votare SI al referendum contro il nucleare.
 Non si tratta di una reazione emotiva per lo spavento preso con Fukushima. E' invece una decisione meditata e motivata, non pregiudiziale, che nell'incidente giapponese trova solo una indesiderata tragica conferma. Per quanto ci riguarda, infatti, non abbiamo mai smesso di confrontarci con i sostenitori del nucleare nel modo più approfondito e corretto. Abbiamo ritenuto necessario farlo anche con il convegno "Dopo il disastro nucleare in Giappone- Energia: rifare i conti" del 15 aprile scorso. Abbiamo preso in esame la storia, le ragioni, i pregi e i limiti di questa tecnologia, le esperienze dei paesi che l'hanno adottata e i problemi da essa posti alle comunità locali e alla comunità internazionale. Le nostre valutazioni riguardano:

1) Il nucleare non rappresenta una soluzione globale al fabbisogno di energia elettrica: sia riguardo alla sicurezza degli impianti, sia riguardo ai rischi di proliferazione, questa tecnologia è incompatibile con una diffusione generalizzata in tutte le aree geopolitiche, essendo invece più adatta a un impiego limitato a un club ristretto di società democratiche, con evolute strutture di controllo e con economie a forte ispirazione statalista.

2) Il nucleare implica una forte presenza dello stato nell’economia. In Europa si è diffuso in anni in cui prevaleva una cultura dirigista ed è rimasto di fatto un affare di stato. Negli Stati Uniti si sono impegnati i privati, ma per decenni non si sono costruiti impianti e, per riaprire la nuova stagione di investimenti, è stata necessaria una solida garanzia dello stato centrale. Per le banche, in tutto il mondo, la garanzia di stato è una condizione irrinunciabile. Scegliere il nucleare significa dunque puntare su un ruolo predominante dello stato in un settore strategico dell’economia e mettere in forse la sopravvivenza di un libero mercato dell’elettricità.

3) Per ciò che riguarda l'Italia, abbiamo criticato il modo superficiale e sbrigativo con cui il Governo pretende di trattare la questione. Nel 1987, il blocco dei programmi nucleari in Italia venne deciso a seguito di una controversia pubblica decennale e di un voto popolare largamente favorevole. Nel 2009 si è preteso di rovesciare quella decisione con alcuni commi di un decreto-legge omnibus che trattava un centinaio di argomenti diversi. In Parlamento non si è tenuto un solo dibattito specifico sulla ripresa dei programmi nucleari. La moratoria annunciata dopo Fukushima non migliora la situazione: si cerca solo di evitare che il referendum indetto per il 12 e 13 giugno raggiunga il quorum dei votanti. Di confronti, approfondimenti, corretta informazione, coinvolgimento dei cittadini, ora, non si sente più parlare.

4) L'incidente di Fukushima ha cambiato le cose anche per noi: pensavamo che fosse irragionevole e velleitario chiedere la chiusura degli impianti esistenti nei paesi che hanno investito fortemente nel nucleare. Ora dobbiamo convenire che prolungare la vita di impianti della stesso tipo di Fukushima o addirittura più vecchi può costituire un rischio molto serio.

5) Inoltre, consideriamo inaccettabile la prospettiva di perdita di parti del territorio a causa di un’eventuale contaminazione radioattiva: rischio esclusivo del nucleare e senza rimedio. Si pensi a quali effetti avrebbe la perdita di aree ad alto tasso di industrializzazione o di grande pregio naturalistico e culturale come quelle candidate in Italia ad ospitare centrali nucleari.